Post in evidenza

Il nostro Blog

Benvenuti nella nostra realtà super incasinata. Fatta di una casa, un compagno, figli, o meglio, figlie, animali domestici, parenti, ecc.

Qui troverete le nostre esperienze di mamme che, sebbene iniziate da poco, sono già cariche di cose da dire. Cose a volte scomode, di cui non parla quasi nessuno. Tutti tendono a far vedere il prima e il dopo gravidanza come una cosa meravigliosa. Siamo tempestate di immagini di donne con pance piatte a pochi mesi dal parto… beh non è sempre così.

Vogliamo essere sincere con voi al 100%. Vi racconteremo il nostro percorso. Tratteremo ogni giorno argomenti diversi. A volte rideremo e a volte piangeremo, ma lo faremo insieme, e sarebbe bello anche confrontarsi con voi e sentire le vostre storie.

Buona Lettura!

Le nanne di Ludovica e Carlotta

Quando si diventa genitori è tutto un’incognita.

Ognuno spera che il proprio figlio dorma il più possibile, ma come fare a saperlo? E soprattutto.. lo stiamo facendo nel modo corretto? È colpa nostra se dorme poco e si sveglia tante volte?

Dopo due figlie posso dire che ahimè non dipende solo da noi mamme, ma ovviamente anche dal bambino!

Mettetevi ben in testa che ogni bimbo è a se!

Quello che ho fatto con Ludovica l’ho fatto anche con Carlotta e nonostante l’esperienza con la seconda mi è andata peggio.

Ludovica ha sempre dormito e anche in maniera profonda, difficilmente i rumori la svegliavano. Da subito ha iniziato a dormire nella next to me (https://www.chicco.it/prodotti-chicco/nanna/culle.html) e si svegliava non troppo. A 6 mesi di ritorno dal mare andò a dormire nella sua stanza in una culla più grande e iniziò a svegliarsi solo più 2 volte e pian piano andò meglio!

Un’altra cosa positiva di Ludovica è che si addormentava ovunque, nel seggiolone della pappa, nel passeggino, sul divano, ovunque… Carlotta invece predilige solo il passeggino.

E con Carlotta (che oggi ha 10 mesi) le cose stanno andando diversamente! Lei a differenza di Ludovica dorme nel lettone, perché quando provo a spostarla nella culla 2 volte su 3 si sveglia. Ma non demordo e continuo a provare.

Da qualche settimana dorme anche in stanza con sua sorella! Si sveglia comunque almeno 3 volte a notte. Ma io mi alzo, vado ad allattarla e la rimetto giù come se dovessi posare un bicchiere di cristallo.

Certo a volte quando piange sveglia anche Ludovica ma credo sia giusto che anche loro abbiamo i propri spazi e che capiscano che quella è la loro stanza!

Ad ogni modo armatevi di tanta pazienza e ricordate che ogni bambino è diverso!

Ma io le amo in egual modo ❤️

Ludovica e Carlotta

La nanna di Cloe

Come vi ho raccontato, il mio inizio con Cloe non è stato tra i più tranquilli e sereni.

In ospedale non ho dormito per 5 giorni. Lei era perennemente attaccata alla tetta, nella speranza che uscisse qualcosa. Quando si addormentava provavo a metterla nella sua culletta, ma tra la flebo, tra i miei vari dolori, non riuscivo ad alzarmi dal letto.

Così l’ho tenuta li accanto a me, tra le mie braccia per tutte le notti che siamo state in ospedale.

Ho sbagliato lo so già!

Una volta a casa, quando mi è anche arrivato finalmente il latte, appena si addormentava, la spostavo nella sua culletta, ma 5 minuti dopo iniziava a piangere e per riaddormentarla dovevo riattaccarla e via dicendo.

Sono andata avanti così per 2/3 forse 4 notti, vi dico la verità.

Ma poi mi sono resa conto che era più di una settimana che io non dormivo. E Cloe poverina, si addormentava e si risvegliava praticamente subito e mi dispiaceva. Allora mi sono detta che non si poteva andare avanti così!

L’ho presa e l’ho messa nel letto vicino a me! E amen…

Io, ho continuato a non dormire, perché comunque avevo paura di schiacciarla, oppure controllavo che respirasse 😂, ma lei almeno 3 ore filate di nanna ha iniziato a farle, poi mangiava e poi si riaddormentava come un angioletto 💗

Povero papà è stato sfrattato sul divano! Mi dispiace un sacco anche per lui, ma almeno lui riesce a dormire. Col fatto che io ogni 3 ore dovevo comunque allattare, avrei inevitabilmente svegliato anche lui che il giorno dopo lavora!

Adesso Cloe ha un anno e 2 mesi … secondo voi sono riuscita a farla dormire nel suo letto?

Ma certo che no!

Ho provato, in quest’ anno, diverse volta a metterla in vari lettini: culla, Next to me, lettino… niente.

A volte quando sentiva che stavo per appoggiarla o per allontanarmi, mi prendeva per i capelli, per la faccia, per la prima cosa che aveva sotto mano, mi stringeva forte e non mi lasciava… il tutto mentre aveva ancora gli occhi chiusi e!!!

Ogni tanto sono riuscita a lasciarla da sola, ma dopo circa mezz’ora si metteva a piangere…e col passare del tempo, riaddormentarla dopo mezz’ora, diventava difficile e lei dormendo poco, diventava nervosetta.

Quindi….Non posso dare consigli sulla nanna dei piccoli, perché so bene di non essere un esempio da seguire, ma sapete una cosa?

Dormire insieme a lei, essere abbracciata stretta da lei, sentire che soprattutto nel momento della nanna, a modo suo mi dica “Mamma stai con me!”…mi fa esplodere il Cuore di gioia e amore 💗

….e intanto ne approfitto per riposarmi anche io insieme lei 😅

L’arrivo a casa di Mari e Carlotta

Il rientro a casa di Carlotta fu un po’ diverso, sapevo già cosa mi aspettasse ma questa volta ad attenderci c’era la sorellina maggiore, Ludovica 🥰

Appena la vide le si illuminarono gli occhi! Era al settimo cielo, voleva prenderla in braccio, accarezzarla e abbracciarla.

Io ero emozionata, adesso eravamo in 4 e sarebbe iniziata un’altra avventura.

Certo il rientro fu un po’ meno felice perché grazie al COVID, non ricevemmo il calore che avremmo voluto da amici e parenti.

Le nonne ovviamente venivano in nostro aiuto non appena potevano, ma essendoci questa maledetta pandemia non sempre era concesso.

Dovevo già essere preparata, ma in realtà in un attimo dimenticai tutto e mi sembrava di ricominciare da zero.

Ero felice di essere nuovamente mamma e di aver ‘regalato’ a Ludovica un’amica per sempre, o almeno così spero sia!

Fare la mamma è il lavoro più stancante ma anche più bello al mondo! Ti basta fermarti un secondo ad osservare le meraviglie che hai fatto e ti dimentichi di tutto!

Il primo giorno a casa con Carlotta

A casa con Albus e Nala

Come vi avevo già detto, Albus è il mio burbero cagnone Corso e Nala è la piccola ansiolitica Pitt.

Vista la razza dei cani, anche se sono 2 incroci, abbiamo cercato di far capire loro che stava arrivando Cloe, già quando era ancora nella pancia.

Nala a volte appoggiava il suo musetto sul pancione. Albus si teneva a debita distanza, ma quando gli chiedevamo “Dov’è Cloe?” Correva in camera da letto dove avevamo messo già la culla e un piccolo peluche.

Penso abbia capito a modo suo che qualcosa stava cambiando.

Abbiamo letto un po’ di cose su come far entrare in casa la nuova componente della famiglia, senza “disturbare” i loro equilibri. Il papà avrebbe dovuto portare le tutine con l’odore di Cloe a casa per farle annusare ai cagnoni e farli abituare all’idea.

La pandemia, non è stata dalla nostra parte. Papà non poteva fare avanti e indietro. Non poteva avere il profumo di Cloe addosso, ma ci siamo arrangiati lo stesso.

Mentre ero all’ospedale chiedevo a Cristian se almeno un po, sentissero la mia mancanza 😂

Il rientro a casa è stato comunque tranquillo. Nala sembrava un pochino gelosa del papà inizialmente, ma poi si è calmata, anche perché Cristian ha continuato comunque a dare ai cagnoni le stesse attenzioni che dava prima. Cosa che purtroppo non posso dire di me. Devo ancora imparare a gestire tutto insieme, ahimè!

Albus è sempre stato un cane particolare, sempre a “fatti suoi” come lo definiamo noi. E così è stato anche con l’arrivo di Cloe, non l’ha condizionato più di tanto!

Ad oggi il rapporto non è cambiato. Albus continua a mantenere le distanze da Cloe e dai suoi giochi. Nala ogni tanto prova a dare qualche bacetto a Cloe 😂. Invece Cloe cerca in continuazione Nala che a neanche un anno ha iniziato a chiamare Tata 💗

L’arrivo a casa di Mari e Ludovica

Dopo due giorni tornavamo a casa. Saremmo dovute poi tornare a fare una visita all’orecchio destro perché non aveva passato l’esame al 100%.

Era tutto strano, stavamo per rientrare a casa in 3 e per la prima volta usavamo un passeggino, caricavamo Ludovica in macchina dentro l’ovetto e quel giorno ricordo ancora che pioveva.

Per me e Federico era tutto nuovo.

Ludovica era un’amore. Mangiava, dormiva ed evacuava.

Certo ogni tanto era anche noiosa, ma bastava che la prendessi in braccio e lei si rassicurava.

Quando lei dormiva riuscivo a mettermi accanto a lei e assieme ci facevamo dei gran bei pisolini.

Ma allo stesso tempo dovevo anche badare un po’ alla casa perchè spesso ci venivano a trovare parenti e amici e la cosa mi dava conforto.

Mia mamma e mia suocera venivano a trovarmi e a coccolare la piccola Ludovica non appena potevano e in quei momenti cercavo di dedicarmi un po’ a me, facendomi una doccia con calma.

Cosa che in realtà Ludovica mi ha sempre fatto fare, bastava che la mettessi nel passeggino e spesso si addormentava anche quando io ero sotto la doccia, certo dovevo farla nel momento in cui lei aveva sonno.

Ricordo anche lo stupore dei gatti, quando tornammo a casa, nel vedere quell’esserino piccolo e indifeso che si muoveva e produceva suoni. Gli sono sempre stati accanto con amore.

Era tutto nuovo per noi ma pian piano siamo diventati dei genitori e credetemi è il lavoro più difficile al mondo!

Ludovica e Romeo

L’arrivo a casa di Veri e Cloe

Dopo una gravidanza e un parto così, come pensate che sia andato il mio rientro a casa???

La prima cosa che mi ha mandata in crisi è stato il mio fisico. Avevo partorito da quasi una settimana e avevo sta pancia ancora enorme vuota, una sensazione stranissima. Mentre mi guardavo mi venivano in mente le parole di mia madre “Quando ho avuto te, sono uscita dall’ospedale con i miei jeans taglia 38!”

Ma cacchio com’è possibile???? Perché io sembro ancora incinta??? Non è che ne ho un altro da sfornare e nessuno se n’è accorto????

Ma va be, non avevo tempo di pensare a ste fesserie!

Appena usciti compriamo subito il latte artificiale. L’ansia maggiore era che Cloe perdesse altro peso.

Mi avevano dato un’agenda con spiegato per filo e per segno come e cosa avrei dovuto fare per farla mangiare, ma ero comunque nel panico.

Eravamo solo io e Cristian. Il 29 marzo non era nata solo Cloe, ma eravamo nati anche io e Cristian come genitori.

Una donna che diventa mamma in certi momenti vorrebbe sua madre vicino, per farsi spiegare, consigliare, e poi la mamma è forse l’unica persona che è li per la nipote tanto quanto lo è per te! Avevo bisogno di questo, di qualcuno che si prendesse cura di me e della mia fragilità di quel momento.

Cristian finché è rimasto a casa da lavoro è stato fantastico! Cucinava lui, faceva lui la spesa, riuscivo anche a dormire un pochino mentre lui stava attento a Cloe.

Ma eravamo io e lui…nessun’ altro. Eravamo ancora in pieno lock down che pensate cosa volete, ma sto covid ci ha segnato anche parecchio psicologicamente! Eravamo preoccupati per la piccola. E poi non sarebbe potuto venire nessuno comunque.

Ero così in ansia che non riuscivo neanche a mangiare, ma se non mangiavo io ne avrebbe risentito il mio latte, quindi mi sforzavo più che potevo e intanto prendevo degli integratori per aiutarmi: Natalben Insieme New 60 Capsule https://g.co/kgs/JySX3w e https://www.humana.it/it/prodotti/linee/integratori/linea-mamma/piulatte

Chiamavo le mie cugine, le mie amiche mamme per farmi consigliare. Ho provato a darle l’artificiale per 2 volte e per 2 volte Cloe l’ha vomitato “Cambia latte” mi dicevano.

Fortunatamente, non ce n’è stato bisogno. Una sera ero nel letto con la mia Cloe ed è arrivato il mio latte! Tutto insieme. Andavo a dormire con un asciugamano perché se no riempivo di latte pure il letto.

Da quella sera, mi sono “tranquillizzata” un pochino di più. Cloe stava prendendo peso, era super vispa quindi stava andando tutto ok.

Ed era tutto ok. Ero solo io che dovevo abituarmi alla nuova situazione! Ci metto sempre un po’ ad abituarmi alle cose purtroppo.

E mi dispiace per tutti quelli che mi hanno rotto il cazzo (scusate il francesismo) “DEVE dormire nel suo letto!!”

Ci ho provato, tante notti, ve lo posso garantire… dopo 2 settimane che la cullavo, si addormentava, la mettevo nella culla e piangeva e dovevo ricominciare da capo, dopo 2 settimane senza dormire, mi sono guardata allo specchio e ho detto “Non ce la faccio più!” L’ho presa e l’ho messa nel letto vicino a me. E dorme ancora con me adesso, si…

Do la colpa ai primi giorni. Al fatto che mi è stata “strappata” via appena nata. Era abituata a sentirmi h24 per 9mesi e mezzo…di punto in bianco il nulla. Non dev’essere stato piacevole per lei! Non dite “Ma ancora non capisce!”. Capiscono più di noi! I bimbi vivono di sensazioni! Penso sia normale che appena l’ho presa in braccio, non sia più voluta stare da sola. 💖

Dopo poco più di un mese dalla nascita di Cloe finalmente il lock down era finito! Potevamo rivedere amici e parenti, un po’ per volta…

La prima cosa che ho fatto appena mia madre è venuta finalmente a trovarci, è stata fare il bagnetto alla mia piccolina. Non mi vergogno a dirlo. So bene che avrei dovuto farglielo una volta caduto il cordone ombelicale ( altra cosa che pensavo di non riuscire a fare, ma invece è andato tutto liscio come l’olio! Ha un’ombelico perfetto! 😂😍). Ma volevo aspettare mia madre, avevo bisogno del suo aiuto. E quel giorno abbiamo anche scoperto che a Cloe piace tantissimo l’acqua ❤

I giorni in ospedale di Mari

Per entrambe i parti sono rimasta in ospedale soli 2 gg, ma ahimè sono stati completamente diversi.

Per Ludovica partorì la sera alle 19,05 e rimasi senza di lei per tutta la notte. Mi sarei potuta riposare, ma ero così elettrizzata all’idea di vederla e abbracciarla che non riuscì a chiudere occhio per tutta la notte. Me la portarono poi il mattino seguente e fu subito amore.

Nel 2017 quando nacque Ludovica, non c’era in atto una pandemia e il papà poteva stare con noi quanto voleva e in questo modo anche lui si era potuto godere i primi giorni di vita della sua piccola e soprattutto poteva aiutarmi e supportarmi quando ne avevo bisogno.

Parenti e amici potevano venirmi a trovare durante l’orario di visita e ricordo che ricevetti un sacco di regali! Ma non solo per lei, anche per me… mi portarono un sacco di dolci, bevande e lui… il prosciutto crudo!

Penai qualche giorno prima di riuscire a attaccarla al seno, ma poi ci riuscii e fu un legame veramente magico.

Per Carlotta invece fu tutto un po’ diverso. Purtroppo era il 2020 e a causa del COVID fu tutto più triste.

Il papà non poté stare mai con noi, se non subito dopo il parto. E ne tanto meno fu concesso a nessun parente ed amico di venirci a trovare. Salutai solo mia madre dalla finestra.

Ho trascorso molto tempo al telefono a mandare foto al papà e alle nonne. Ma la persona che più mi mancava era la mia piccola Ludovica che spesso videochiamavo per farle vedere la sua sorellina, non vedeva l’ora di conoscerla!

Pensavo che avendo già allattato sarebbe stato più semplice questa volta ed invece, soffrii per un mese intero. Probabilmente Carlotta non si attaccava bene al seno, ma comunque non mollai. Ogni volta che si attaccava stringevo i denti ed andavo avanti, sapevo che prima o poi sarebbe passato.

Non esiste legame più forte. ❤️

E finalmente si tornava a casa dal papà e dalla sorellina.

Ludovica e Carlotta 🥰

I giorni in ospedale di Veri

I giorni in ospedale sono stati tanto lunghi e sicuramente diversi da come li immaginavo.

Volevo tanta gente che venisse a trovarmi, che venisse a vedere la mia bella Cloe… niente. Pandemia. Siamo rimaste sole, io e lei, come per tutta la gravidanza.

Il giorno del parto, subito dopo essermi un po’ ripresa, ero comunque a pezzi. Sembrava mi fosse passato addosso un treno.

Non riuscivo a muovermi. Avevo male ovunque, gambe, braccia, punti, pancia! Ero un disastro. Avevo delle occhiaie che arrivavano fino alle ginocchia ed ero stanca e, pensandoci, l’ultima notte che avevo dormito era giovedì…terzo giorno senza dormire.

Ma volevo la mia bambina che non avevo ancora preso in braccio ed erano già passate più di 5 ore da quando era nata!

Cloe era un amore! Appena ci siamo viste e l’ho stretta tra le mie braccia, non ci siamo più staccate!!

Un po’ perché ero davvero malandata e da sola non riuscivo ad alzarmi dal letto per rimetterla nella sua culla. Un po’ perché non avevo ancora il latte, probabilmente, e continuava ad attaccarsi nella speranza di mangiare qualcosa, povera.

Quella sera, come vi ho già detto, avevano permesso a Cristian di venire un’oretta in stanza da noi. Non vedevo l’ora di vederlo! E di fargli vedere che meraviglia avevamo creato!

Appena l’ho visto mi è esploso il cuore di gioia. Lui mi ha solo detto “Amore Mio” e io sono scoppiata a piangere. E poi gli ho passato la sua bimba! È stato stupendo!

Il giorno dopo sono riuscita ad alzarmi e la prima cosa che ho fatto è stata quella di appendere il fiocco nascita alla porta! L’avevamo scelto io e Cristian con tanta cura… anche se nessuno ha potuto vederlo.

Il terzo giorno, mi sentivo un po’ meglio, anche se ero riuscita a dormire 2 ore in totale, e non lo dico tanto per dire, avevo davvero dormito DUE ORE! Dovevano dimetterci, ma a quanto pare io non stavo così bene come pensavo.

Il fatto di aver rotto le acque troppo prima del parto, mi aveva fatto venire un’infezione al sangue, senza contare che avendo usato la ventosa, per prassi, dovevano comunque farmi flebo di antibiotici.

Così ho chiamato Cristian e gli ho detto di portare pazienza ancora un pochino.

Il quarto giorno dovevano dimetterci, ma io non stavo ancora bene, i miei valori erano ancora ballerini, ma se continuavo a prendere gli antibiotici a casa potevo andare!

Ma Cloe aveva perso troppo peso, così siamo rimaste in ospedale.

Quel giorno sono andata un po’ in crisi. Ho pianto. Un’infermiera gentilissima mi ha parlato un po’ tranquillizzandomi. Avevo bisogno di Cristian. Volevo tornare a casa. Volevo vedere mia mamma e i miei fratelli. Da sola era tutto molto faticoso. Ero preoccupata per la mia bimba! Non volevo più allattare, perché non mi sentivo in grado, volevo darle l’artificiale.

Quel giorno hanno continuato a provare a convincermi e a farmi allattare, ma nel frattempo davo anche il latte artificiale a Cloe.

Il quinto giorno ci visitano, tutto bene…avremo continuato io con gli antibiotici, Cloe con il latte artificiale a casa come aggiunta all’allattamento normale, e due giorni dopo saremo dovute tornare per vedere se procedeva tutto bene.

Finalmente ci dimettono! Si va a casa!!! Chiamo subito Cristian

“PAPÀ VIENI A PRENDERCI!!!”

È arrivato in 5 minuti!

Il parto di Mari. Carlotta.

Venerdì 24.07.2020 – 38+6

La sera prima fecimo una cena a casa con degli amici, mangiammo ordinando la cena da Cannavacciuolo e per brindare Dom Perignon, ma ne bevetti giusto un dito.

Verso le 2 inizio a sentire qualche dolorino, ma continuavo a girarmi nel letto senza dargli troppo peso. Alle 2,30 ero ancora sveglia e decisi che aqforse era meglio prendere del Buscopan visto che i dolori continuavano. Alle 3 non erano ancora passati e andando al bagno trovai anche una piccola perdita di sangue.

Così senza farci prendere dal panico decidemmo che era meglio andare al ps. Visto che con l’ultimo bilancio di salute mi avevano messo un pò d’ansia ‘Signora considerando che con la prima ci ha messo poco, per la seconda non aspetti troppo a venire in ospedale!’

E così facemmo, per fortuna era venuto mio fratello 16enne a dormire da noi quella sera, così lasciammo Ludovica (che non si accorse di niente) con lui. Nel frattempo sarebbe poi arrivata anche mia suocera perchè non sapevamo se Federico sarebbe tornato subito a casa.

h 4.00 arrivo in ps. Mi fanno il tampone, mi visitano e mi dicono che sono di soli 3 cm, ma mi ricoverano comunque. Salgo in reparto, Federico mi accompagna con le valigie fino alla porta e poi va via, non può restare.

Una volta in reparto, parlo con la Dott.ssa di turno, mi fa la flebo (anche questa volta avevo lo streptococco positivo) e mi fanno il tracciato. Va tutto bene.

Mi rimandano in camera e mi dicono di riposare e aspettare, le contrazioni sono ancora irregolari e mi dicono che probabilmente avrei partorito la sera.

h 6.30 vengono in camera per sentire i battiti della bimba ed è tutto ok.

h 8.00 mi fanno un’eco veloce per vedere il cuoricino e sentire di nuovo il battito. Intanto in camera con me arriva una ragazzina di 19 anni, agitatissima.

Intanto trascorro il tempo, tra una contrazione e l’altra, passeggiando per il corridoio, sedendomi sul letto a guardare il parcheggio del Sant’Anna. Avrei dovuto riposare, ma ovviamente non ci riuscivo.

h 11.00 mi fanno nuovamente un tracciato, quando finisco mi visitano e mi dicono che sono ancora di 3 cm.

h 12.00 torno in stanza a contemplare il parcheggio, sempre tra una contrazione e l’altra. Intanto diventano sempre più forti e io cerco di assecondarle, INSPIRA ESPRIRA.. e così per un’ora, intanto passeggiando passo dall’ostetrica e le chiedo se può visitarmi, ma mi dice di aspettare fino alle 14.00

h 13.00 le contrazioni diventano più forti e nel frattempo è arrivato anche il pranzo, ma come faccio a pranzare? Verso le 13.20 entra in stanza un’infermiera e le dico che le mie contrazioni sono ormai forti. Io seduta sul letto che le gambe a terra INSPIRO ESPIRO e quasi urlo. Ma lei dice di aspettare fino alle 14.00 come mi aveva detto l’ostetrica.

h 13.27 le chiedo se posso andare a farmi una doccia come avevo fatto per Ludovica e mi dice di sì. Allora mando un’audio a Federico, tra una contrazione e l’altra, per avvisarlo che sarei andata a farmi la doccia e di prepararsi per venire.

h 13.30 mi alzo in piedi per preparmi e SPLASSSH mi si rompono le acque urlo come una matta, sentivo già la testa di Carlotta. Arrivano le infermiere e l’ostetrica, mi fanno sdraiare sul letto ‘LA FACCIAMO PARTORIRE QUI, NON ARRIVA IN SALA PARTO!’.

Invitano la ragazza del letto di fianco ad uscire ed io tra una spinta e l’altra dico ‘VOGLIO MIO MARITO!’ ma lei mi risponde ‘Non credo che sua marito farà in tempo ad arrivare!’.

La cosa mi rende molto triste, Federico non vedrà nascere sua faglia. Ma mi faccio forza e spingo, l’ostetrica mi aiuta e mi suggerisce di spostarmi sul fianco. Faccio così e mentre spingo mi tengo il ginocchio con una mano per aiutarmi a spingere. Lei è lì sta per arrivare la sento.

h 13.45 Carlotta esce, me la appoggiano sul petto e io sono per la seconda volta la mamma più felice del mondo. Peccato solo non ci sia mio marito con me. Mentre controllano la bambina, finiscono con me e tutto questo dentro la stanza in cui ero ricoverata.

h 13.58 Federico non è ancora arrivato, io intanto mi rialzo e chiedo all’infermiera di poter fare una foto alla bambina per poterla mandare al papà.

Mentre mi spostano con Carlotta in un’altra stanza mi chiama e mi chiede ‘Chi è?’ ed io in lacrime ‘Ma come chi è? E’ tua figlia, Carlotta!’ credo sia scoppiato anche lui a pingere. Ma per fortuna da lì a poco ci ha raggiunte ed è rimasto con noi un paio d’ore.

Ben arrivata Carlotta in quest’ anno turbolento.

Il parto di Veri. II parte

….continua….

Mi ricuciono e io inizio a tremare come una foglia. Non riesco a smettere. Ricordo che mi hanno coperto con delle coperte che sentivo pesantissime. Dal nulla ho sentito qualcuno arrivare e mettermi dello (penso) zucchero in bocca.

Non ricordo come mi hanno messa sul letto. Chiedevo di Cristian. Chiedevo di Cloe. Sentivo qualcuno che parlava di cordone ombelicale intorno a non so cosa, ma Cloe stava bene quindi non ci ho fatto caso più di tanto.

Avevo la febbre alta e mi sentivo debolissima.

“Mi potreste dare acqua e zucchero? O qualcosa da mangiare? Non mi sento bene.” Sento solo un’infermiera che da fuori (perché io comunque dovevo rimanere in quella stanza isolata, in quarantena) esordisce con un “E POI?!” E poi se vuoi ti muoio qui testa di cazzo!

Nel frattempo c’è stato il cambio turno. Non sapevano come darsi il cambio per via della situazione covid. Non sapevano come smaltire l’abbigliamento da astronauta, senza contagiare fuori, non lo so!

Ma dopo un po’ ho visto arrivare un’altra astronauta. Da sola. La sua collega che doveva stare con lei a badare a me e a Cloe (che era da sola in una culletta in un angolo della stanza da quando era nata. Povera amore mio) non voleva entrare, aveva paura del contagio. “Io non entro li dentro se non mi danno un abbigliamento adeguato” ho sentito.

Mi avevano fatto un MEGA pippone sull’importanza di quelle 2 ore dopo il parto in cui i neonati dovevano stare a contatto con la mamma, sentire la voce del papà…Cloe non ha avuto neinte di tutto ciò. È nata ed è rimasta da sola.

Da che era abituata a sentire il battito del mio cuore h24, di punto in bianco non ha sentito più nulla! Chissà cosa stava pensando!

Potevano vestire da astronauta Cristian, almeno Cloe avrebbe avuto il suo papà insieme a lei!!

Dovevo riprendermi in fretta e andare a prendere la mia bambina! Appena l’altra collega si fa coraggio, ed entra sbuffando, spalancando la finestra perché “Io vestita così non respiro!” Sono stata contenta che la collega l’abbia ripresa subito “Chiudi quella finestra! La mamma ha la febbre e la bambina di poche ore è li!!! Prendono freddo!!” Quindi Grazie!!! Chiunque tu sia! Dico che ho bisogno di andare in bagno, ma da sola non riuscivo a muovermi.

Mi tirano su ed ecco che succede l’imprevisto. Ho una forte emorragia. Io sento perdere anche quelle poche forze che avevo. Mi spavento. Non capivo cosa stava succedendo.

Sono visibilmente spaventate anche loro. Non sanno come fare. Li in quella stanza in quarantena non ci sono strumenti per soccorrermi subito.

“Datemi altro zucchero per favore, non sto bene” mi danno altra acqua e zucchero. Urlano al corridoio di portare qualcosa per pulire, per sistemarmi, ero in una pozza di sangue.

Mi puliscono come possono. Puliscono il letto come possono e facendo attenzione a muovermi.

Ho scoperto solo alla visita post-parto che ho fatto dalla mia ginecologa, visibilmente alterata quando mi ha fatto l’ecografia, che nel partorire mi si è lacerato il collo dell’utero. Non sono arrivata a 10cm. Non so perché. Nessuno mi ha detto niente. “Non hanno scritto niente da nessuna parte!!!”

Appena mi riprendo, provano a portarmi di nuovo in bagno, ma stavo per addormentarmi e Sentivo un’astronauta vicino a me che mi sventolava qualcosa in faccia e mi urlava “NON DORMIRE VERONICA NON DORMIRE”

….. Erano le 10.30 del mattino quando inizio a stare un po’ meglio. Mi avvicinano la mia Cloe… STUPENDA. La bimba più bella che avessi mai visto! Era dentro la sua culletta che dormiva come un angioletto. Mando subito la foto a Cristian e poi lo chiamo. Finalmente sento la sua voce.

(Intanto arriva il risultato del tampone: NEGATIVO, ma già lo sapevo. E la febbre, con gli antibiotici, era già scesa parecchio!)

Mi hanno poi raccontato che poverino stava impazzendo. Nessuno gli diceva niente. Nessuno sapeva niente. I miei, le mie zie, i miei amici chiamavano lui per avere notizie, ma neanche lui sapeva cosa stava succedendo li dentro. Voleva buttare giù l’ospedale.

Mi ha raccontato che mentre era fuori ad aspettare che gli dicessero di entrare per assistere al parto, un’ostetrica tutta coperta si è affacciata alla porta ,ha detto “È NATA,TUTTO OK!” E se n’è andata, lasciandolo solo! Povero amore mio!!!

Gli avevano rovinato il giorno più bello della sua vita ed era furioso!

Ne abbiamo passate così tante in questi mesi e in questi anni! Ci voleva solo la pandemia!!

Tramite la mamma di una mia carissima amica, che lavora in ospedale, però era riuscito ad avere qualche notizia in più e un permesso speciale di un’oretta per vedere finalmente me e Cloe ❤

La gioia che mi da Cloe ogni giorno, è indescrivibile!!! Ma credo che rimarrà figlia unica! 😂

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito